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Dario Cattaneo: scrittore, pittore, curatore

Con questo sito, il catalogo “Dario Cattaneo: coltivare la poesia” e alcune mostre postume nella provincia di Brescia, la prima delle quali “Dario Cattaneo e i suoi maestri” presso la sede di Villa Glisenti a Villa Carcina ad aprile 2025, si desidera ricordare questo artista che ha lasciato un forte ricordo di sé sul territorio bresciano.

Dario Cattaneo, figlio d’arte del pittore e decoratore G. Battista Cattaneo (1906-1983), ha ricercato fin da giovane la poesia e il concetto di bellezza in tutte le sue forme espressive, negli scritti, circa 140 lettere, nei viaggi e nei suoi quasi 200 quadri. Le sollecitazioni della moglie e degli amici lo spingono a esporre, ma si dedica più agli altri che a se stesso,firma le sue tele con lo pseudonimo Darca per non sovrapporsi a quelle realizzate da suo padre.

Nato a Brescia nel 1952, ultimo di sette figli, Dario inizia il suo percorso con epistole private e solo a 47 anni si dedica alle tele, diventando anche curatore di 8 mostre sul terrirorio bresciano con figure di spicco, nel salone Vanvitelliano a Palazzo della Loggia nel 2003 con Paolo Corsini e a Villa Glisenti con Alberto Cavalli nel 2004, a Ghedi nel 2006 con Milena Moneta e il Prof. Mauro Corradini e all’AAB nel 2016 e 2018 con Massimo Tedeschi.

La sua filosofia di vita e artistica recupera alcuni concetti foscoliani sull’eredità di affetti e sulla divina corrispondenza di amorosi sensi tra vivi e chi è scomparso e sostiene che l’Amicizia e la Poesia se unite insieme hanno il potere di superare i limiti temporarli di una vita, di far dialogare le generazioni e di lasciare qualcosa di sempre maggior valore a coloro che verranno.

Concetto che emerge chiaramente in una lettera di risposta al suo maestro di pittura Piero Tramonta, che nel 2009 lo incitava dicendo: “Dipingi con la poesia che ti appartiene”:

“La poesia non appartiene a nessuno. La poesia è sempre così ingorda di sé stessa che non si lascia neppure assaporare. È come una pianta alla quale le persone sensibili danno da bere giorno per giorno per farla crescere. Quando cominciamo ad innaffiarla crediamo sia una pianta piccola, fragile, tenera, delicata. Man mano la coltiviamo ci rendiamo conto che la pianta della poesia cresce più velocemente di noi e ci sovrasta, tanto che non riusciamo più a vederla nella sua interezza se non allontanandoci molto da lei, per poi tornare mesti, dopo averla contemplata, a versare ancora qualche lacrima sulle sue radici per farla crescere ancora di più, non per noi – che già non abbiamo un cuore così grande da accoglierla tutta – ma per gli altri, per quelli che verranno, perché da essa possano cogliere i frutti per meglio operare, per vivere, per “dare respiro all’anima”.

Il suo mettere un po’ di sale in ogni cosa che faceva, oggi ci permette di apprezzare il valore di quanto ha creato, spingendoci a far conoscere a un pubblico più ampio il suo messaggio.
Le sue parole, la sua voce e i suoi quadri rivivono nella mostra “Dario Cattaneo e i suoi maestri” e in questo sito dariocattaneo.it realizzato da Michael Frassi.
I contributi video dell’epoca sono frutto di un curato montaggio fatto dall’acquarellista bresciano Fausto Borrani (1925-2014), consuocero del padre G. Battista Cattaneo e dal fratello Giuseppe Cattaneo. Questi video sono ancora oggi fruibili grazie alla digitalizzazione effettuata dal videomaker e regista Giulio Vernazzo.
Si ringraziano i prestatori delle opere e tutti i familiari e amici che hanno consentito di realizzare questo omaggio.

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